
Cambiano gli obblighi normativi relativi alla presenza di acrilammide negli alimenti, così come stabilito dal Regolamento (UE) 20 novembre 2017 n. 2158, che definisce le misure di attenuazione e i livelli di riferimento per questo contaminante.
L’acrilammide è un composto organico a basso peso molecolare, altamente solubile in acqua, che si forma in alcuni alimenti ricchi di carboidrati sottoposti a cotture superiori a 120°C e con bassa umidità, in particolare durante processi come frittura, cottura al forno e tostatura. Le principali matrici coinvolte sono:
L’EFSA, già nel 2015, aveva evidenziato la pericolosità dell’acrilammide, con particolare attenzione agli effetti sulla salute dei consumatori.
Il Regolamento n. 2158/2017 stabilisce che gli operatori del settore alimentare che producono e immettono sul mercato le categorie indicate debbano:
Il Laboratorio Marino rimane a disposizione per supportare le aziende nell’applicazione delle misure richieste, nell’elaborazione dei piani di autocontrollo e nell’esecuzione delle analisi previste dalla normativa vigente.
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