Etichetta del vino e QR Code
IL DIGITALE CHE AIUTA I PRODUTTORI E LE AZIENDE VITIVINICOLE
GiĂ da tempo si sono diffuse delle App che consentono ai meno esperti di scegliere una bottiglia di vino scansionando il QR code stampato sullâetichetta. Questo codice ha la capacitĂ di collegare il mondo reale con quello digitale, inviando il consumatore su una pagina web nella quale può ricevere tutte le informazioni riguardanti il vino che sta valutando.
Ora, in seguito alla riforma della Politica agricola comune (Pac), lâinserimento del QR code si rende necessario. La riforma, infatti, spinge per lâetichettatura digitale (e-label), attraverso la quale il consumatore potrĂ conoscere ingredienti ed eventuali prodotti allergenici, ed essendo online, le cantine avranno un notevole risparmio poichĂŠ non dovranno affrontare la stampa e la logistica delle etichette rivolte a mercati esteri.
La normativa che regola lâetichettatura delle bottiglie di vino ha inteso farne uno strumento di consapevolezza per il consumatore, tanto che, spesso, per spiegare il valore dellâetichetta si usa la metafora della âcarta di identitĂ del vinoâ. Per questo motivo tutte le indicazioni fornite in etichetta devono non solo essere solo veritiere ma anche verificabili: vale a dire che tutte le lavorazioni e le caratteristiche che non possono essere dimostrate o, meglio, certificate non possono essere dichiarate perchĂŠ potenzialmente ingannevoli.
Nellâetichetta, pertanto, il consumatore può e deve trovare risposta alle domande che, legittimamente e spontaneamente, possono sorgere al momento dellâacquisto:
- Di che vino si tratta?
- Da dove proviene?
- Quanto ce nâè?
- Quali sostanze contiene?
A queste domande lâetichetta deve rispondere con una serie di indicazioni obbligatorie per tutti i tipi di vino
- denominazione di vendita
- azienda imbottigliatrice
- lotto di imbottigliamento
- paese di produzione
- volume nominale
- percentuale di alcool puro sul volume totale
- eventuale presenza di allergeni
Spesso osserviamo che sulle bottiglie possono essere presenti controetichette e collarini. La normativa non privilegia alcun tipo di impostazione e non impone dove inserire le diverse indicazioni obbligatorie e facoltative, ma fissa un principio di buon senso: tutte le informazioni obbligatorie, di cui sopra, devono comparire nel medesimo âcampo visivoâ, ovvero la superficie della bottiglia che può essere abbracciata con un solo sguardo, senza doverla ruotare.
Oltre a quelle giĂ citate, possono figurare in etichetta anche altre indicazioni obbligatorie (ad esempio lâannata per i vini DOP, lâazienda importatrice per i vini esteri o gli zuccheri residui per gli spumanti) e ulteriori informazioni facoltative (caratteristiche organolettiche, temperatura di servizio, abbinamenti gastronomici, testi in altre lingueâŚ) ed elementi distintivi (immagini, logo, nome di fantasia, metodo di produzione, informazioni sul produttoreâŚ).
Lâinsieme delle informazioni obbligatorie e facoltative e le modalitĂ con cui devono o possono essere comunicate in etichetta è in parte variabile in funzione della classificazione del vino: âVinoâ, âVino Varietaleâ, âVino a Indicazione Geografica Protettaâ, âVino a Denominazione di Origine Controllataâ, âVino a Denominazione di Origine Controllata e Garantitaâ (per un approfondimento sulle diverse tipologie di vini si rimanda al post sulla classificazione del vino in Italia. Ad esempio, per i vini DOC e DOCG è obbligatoria la âfascettaâ, il contrassegno stampato dallâIstituto Poligrafico e Zecca dello Stato su cui è impresso un codice identificativo che consente la tracciabilitĂ della bottiglia.
Ricordiamo poi che sulle capsule di tutti i vini e sulle chiusure di sicurezza degli spumanti deve comparire il Codice ICQRF, un codice, rilasciato dal âDipartimento dellâIspettorato centrale della tutela della qualitĂ e della repressione frodi dei prodotti agro-alimentariâ, che identifica univocamente lâazienda che ha effettuato lâimbottigliamento (in proprio o ha fatto imbottigliare il vino per proprio conto) e che è responsabile a tutti gli effetti del vino contenuto nella bottiglia. Ă allâazienda imbottigliatrice quindi che il consumatore deve rivolgersi per ogni contestazione.
Inoltre, segnaliamo che vige una regolamentazione speciale per le etichette dei vini spumanti, che merita una breve trattazione apposita.
Indicazioni SEMPRE obbligatorie nelle etichette:
Denominazione di vendita del vino:
La denominazione âVINOâ è sempre ammessa per tutti i vini âprodotti attraverso la fermentazione alcolica totale o parziale di uve fresche o di mosti dâuveâ che abbiano un contenuto di alcool compreso tra 9% vol e 15% vol e unâaciditĂ totale (acido tartarico) uguale o superiore a 3,5 g/l.
Tuttavia, non si trovano mai bottiglie con la sola laconica denominazione âvinoâ poichĂŠ di norma si utilizzano indicazioni piĂš articolate:
per i vini generici, privi di denominazione di origine o indicazione geografica, la denominazione di vendita âVINOâ può essere seguita dalla specificazione del colore âROSSOâ / âBIANCOâ / âROSATOâ per i vini varietali la denominazione âVINOâ può essere accompagnata dallâindicazione del vitigno e dellâannata.
per i vini a indicazione geografica o a denominazione di origine la dicitura âVINOâ può essere omessa (in alcuni casi è obbligatorio ometterla) pertanto, quale denominazione di vendita, è utilizzato il nome geografico della zona viticola protetta accompagnato dalla relativa menzione, Denominazione di Origine Controllata e Garantita, Denominazione di Origine Controllata o Indicazione Geografica Tipica (non sono ammessi gli acronimi DOCG, DOC, IGT), e seguito da eventuali sotto denominazioni.
Titolo alcolometrico volumico effettivo del vino:
Il titolo alcolometrico volumico effettivo corrisponde al grado alcolico svolto, esprime cioè la percentuale di alcool puro sul volume totale del vino presente in bottiglia. Il valore (compreso tra 9 e 15) deve essere espresso in unitĂ o mezze unitĂ e può essere preceduto in etichetta dalle espressioni âtitolo alcolometrico effettivoâ, âalcole effettivoâ o âalcâ. Il valore indicato può discostarsi al massimo di +/- 0,5% rispetto ai risultati delle analisi condotte sul prodotto. Sono tollerate variazioni +/- 0,8% per i vini invecchiati piĂš di 3 anni, per i vini liquorosi e anche per gli spumanti.
Azienda imbottigliatrice del vino:
Sulle etichette è obbligatorio indicare chi ha effettuato lâimbottigliamento ed è quindi responsabile legalmente per il prodotto. Lâazienda imbottigliatrice può essere identificata tramite ânomeâ, âcomuneâ e âstatoâ oppure tramite codice ICQRF. Lâindicazione del produttore, se diverso dallâimbottigliatore, è facoltativa. Nel caso in cui imbottigliatore e produttore coincidano la legge consente lâutilizzo di alcune espressioni ad hoc (ad esempio âIntegralmente prodotto e imbottigliato daâŚâ). Per i vini esteri al posto dellâimbottigliatore deve essere indicato lâimportatore.
Paese di produzione del vino:
LâUnione Europea ha introdotto lâindicazione dello stato di provenienza allo scopo di valorizzare i paesi produttori. Sullâetichetta di tutti i vini italiani deve quindi essere sempre specificato âProdotto in Italiaâ. La norma ammette che siano utilizzate anche altre forme espressive (âProdotto italianoâ, âVino italianoâ, âŚ), ma non ammette lâutilizzo della parola âItaliaâ da sola.
Volume nominale del vino:
Indica la quantitĂ di vino presente in bottiglia. Può essere espressa in millilitri, centilitri o litri (sono ammesse le abbreviazioni convenzionali in ml, cl, l) e deve essere accompagnata dalla lettera âeâ, simbolo di âstimaâ.
Lotto di imbottigliamento del vino:
Il numero di lotto compare in etichetta preceduto dalla lettera âLâ. Eâ un numero predefinito dallâimbottigliatore per identificare un insieme di bottiglie confezionate in un ristretto lasso di tempo e in condizioni praticamente identiche. Non esiste una regola che fissa la composizione del lotto (può essere un ID progressivo o contenere la data, indifferentemente) lâunico vincolo posto dalla legge è che si tratti di un numero univoco che consenta lâesatta identificazione del vino imbottigliato. In assenza di fascetta, infatti, il numero di lotto è lo strumento di rintracciabilitĂ del prodotto.
Eventuale presenza di allergeni nel vino:
Nel vino possono essere presenti alcuni allergeni: talvolta può trattarsi di uova o latte utilizzati per la chiarifica ma, di norma, si tratta di anidride solforosa. La legge prevede che la scritta âContiene solfitiâ compaia in etichetta ogni qual volta superi la concentrazione di 10 milligrammi/ litro (come è praticamente la grande maggioranza dei vini in commercio). Occorre puntualizzare che lâanidride carbonica si sviluppa naturalmente durante la fermentazione del vino e tuttavia la legge non fa distinzione tra solfiti formati spontaneamente e solfiti aggiunti ma fissa solo una regola sulla quantitĂ minima che obbliga allâindicazione in etichetta. Anzi, nel 2012 è stata abolita la norma che obbligava lâindicazione della presenza di solfiti aggiunti, pertanto si può addirittura ritenere che la dicitura âNon contiene solfiti aggiuntiâ non sia propriamente conforme. La presenza di latte e uova invece deve essere dichiarata sempre, ogni qualvolta siano presenti tracce nel vino, indipendentemente dalla concentrazione.
Ulteriori indicazioni riscontrabili nelle etichette:
Nome di fantasia del vino o marchio commerciale dellâimbottigliatore:
Queste indicazioni sono sempre ammesse ma vige una rigida regolamentazione che vieta lâutilizzo di nomi che possano trarre in inganno il consumatore, ad esempio utilizzando sinonimi o vocaboli allusivi di denominazioni protette e indicazioni geografiche protette o che caratteristiche che non possono essere legittimamente associate al vino imbottigliato. Semplificando, si potrebbe dire che la regola pratica è questa: âTutto quello che non può andare in etichetta non può comparire nel marchioâ.
Annata del vino:
Lâindicazione dellâannata è:
â obbligatoria per i vini DOCG, DOC e IGT
â facoltativa per i vini varietali (ma solo a condizione che almeno lâ85% delle uve utilizzate nella vinificazione sia stato vendemmiato nellâanno indicato)
â vietata per i vini senza denominazione dâorigine o indicazione geografica
Uvaggio:
Lâindicazione della varietĂ Â di vite in etichetta è vietata per i vini senza denominazione dâorigine o indicazione geografica ma consentita per i vini varietali. La denominazione âvarietaleâ e lâindicazione in etichetta dellâuvaggio è consentita solo per i vini che derivano per almeno lâ85% dalla vinificazione di uve appartenenti alle sette varietĂ internazionali ammesse dal MiPAAF (Ministero Politiche Agricole Alimentari Forestali) di un vitigno internazionale. Per i vini DOP possono sussistere casi in cui il nome del vitigno è parte integrante delle denominazione dâorigine (ad esempio âBarbera dâAstiâ) e altri in cui il nome del vitigno può essere associato alla denominazione di vendita.
Tenore zuccherino del vino:
Lâindicazione in etichetta della quantitĂ di zucchero residuo dopo la fermentazione è obbligatoria per gli spumanti mentre è facoltativa per le altre tipologie di vino.
Menzioni ammesse:
Le indicazioni ammesse in etichetta sono regolamentate in funzione della classificazione del vino ma in ogni caso devono essere sempre documentabili e non vantare caratteristiche proprie di vini superiori. In etichetta possiamo trovare riferimenti a colore caratteristico.
ModalitĂ di produzione e/o invecchiamento del vino:
Azienda produttrice o toponimi caratteristici (abbazia, castello, rocca, âŚ) solo per i vini DOP e IGT derivanti da uve coltivate e vinificate interamente nellâazienda che possiede lâedificio
Sottozone geografiche o âvignaâ solo per i vini DOP.
Sottodenominazioni (âClassicoâ, âRiservaâ, âSuperioreâ) solo per i vini DO.
Informazioni aggiuntive sul vino:
Ă facoltĂ dellâimbottigliatore fornire al consumatore pareri e consigli per il consumo: caratteristiche organolettiche, abbinamenti, modalitĂ di conservazione, temperatura di servizioâŚ
Inoltre in etichetta possono essere inseriti ulteriori elementi informativi, come il codice a barre, qr code, marchi di qualitĂ , sito internetâŚ
Lâattributo âBiologicoâ:
Per poter etichettare un vino come âBiologicoâ occorre che tanto la coltivazione delle uve che il processo di vinificazione abbiano rispettato un insieme di regole codificate e che abbiano ottenuto idonea certificazione.
Loghi internazionali:
PoichĂŠ lâunione europea consente lâutilizzo delle menzioni tradizionali DOCG, DOC e IGT in luogo delle denominazioni comunitarie DOP e IGP, è facoltĂ dellâimbottigliatore aggiungere in etichetta i loghi europei. Anche per gli allergeni è possibile apporre i corrispondenti pittogrammi disegnati dalla UE e per i vini biologici utilizzare il corrispondente logo comunitario.
Le etichette dei vini spumanti:
La particolaritĂ dellâetichettatura dei vini spumanti discende direttamente dalla particolaritĂ del processo produttivo di questa tipologia di vini che prevede unâelaborazione piĂš complessa. Descriviamo qui alcuni aspetti salienti per la comprensione dellâetichetta.
Gli spumanti possono essere arricchiti con anidride carbonica, in questo caso, la denominazione corretta è âvino spumante gassificatoâ. Questa categoria non include alcun vino a denominazione dâorigine o indicazione geografica.
Per gli spumanti che non contengono solfiti aggiunti sussistono tre standard: âvino spumanteâ, âvino spumante di qualitĂ â, âvino spumante di qualitĂ del tipo aromaticoâ. Occorre precisare che, nonostante i solfiti presenti in questi vini siano tutti di origine naturale non è possibile fregiare il vino dellâattributo ânaturaleâ perchĂŠ, come giĂ detto, sono i vini addizionati con anidride carbonica a dover esser distinti con lâattributo âgassificatoâ. Alcuni spumanti appartenenti alle categorie summenzionate possono anche vantare una DOP o IGP: per questi ultimi è possibile scrivere âfermentato in bottigliaâ. Inoltre, per gli spumanti DOP non è obbligatorio, per fregiarsi della denominazione, che lâintera fase di vinificazione sia completata nel territorio della denominazione protetta.
Unâaltra particolaritĂ riscontrabile sulle etichette dei vini spumanti è che al posto dellâimbottigliatore è indicato il produttore o venditore ma, in questo caso, occorre capire bene il ruolo che questi termini identificano: âproduttoreâ non è lâazienda che ha effettuato lââelaborazione di baseâ ma quella che ha imbottigliato e curato la fermentazione; âvenditoreâ è la figura commerciale che acquista gli spumanti da piccoli produttori e li distribuisce con il proprio marchio.
Un vincolo molto importante è poi lâindicazione obbligatoria del tenore zuccherino, ovvero della quantitĂ di zuccheri residui nel vino (riscontrabili con lâindicazione âzucchero residuo [âŚ] g/lâ). Il tenore zuccherino determina la tipologia del vino spumante: âDosaggio zeroâ (ultra secco, senza zuccheri aggiunti); âExtra brutâ (molto secco); â Brutâ (secco/asciutto); âExtra dryâ (secco); âSeccoâ (secco/abboccato); âDemi secâ (amabile); âDolceâ.
La peculiaritĂ piĂš evidente è però nella bottiglia sciampagnotta e nel tappo a fungo con chiusura di sicurezza, elementi riservati agli spumanti e ai vini frizzanti e ai mosti dâuva parzialmente fermentati DOP o IGP sopra ai quali deve comparire il nome o il codice identificativo del produttore o del venditore.
Il Laboratorio Marino effettua le Analisi su matrice Vino ed è Autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ad effettuare le analisi ufficiali per il settore Oleico e Vitivinicolo.
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Resp. Comm. Grazia Martuccio