
È ufficialmente in vigore la Legge 21 aprile 2026, n. 75, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 110 del 14 maggio 2026. Il provvedimento introduce una riforma strutturale del sistema sanzionatorio, penale e amministrativo, rafforzando la tutela del patrimonio gastronomico nazionale e ridefinendo i confini della responsabilità delle imprese agroalimentari.
L’obiettivo del legislatore è chiaro: contrastare le frodi alimentari, proteggere le indicazioni geografiche (DOP e IGP) e combattere il fenomeno dell’Italian Sounding.
Le principali novità:
• Nuovi delitti agroalimentari: inserimento nel Codice Penale del Capo II-bis “Dei delitti contro il patrimonio agroalimentare” con due nuove fattispecie:
– Art. 517-sexies (Frode alimentare): punisce la commercializzazione di alimenti non genuini o alterati.
– Art. 517-septies (Commercio di alimenti con segni mendaci): colpisce l’uso di marchi, etichette o diciture ingannevoli.
• Tutela estesa lungo tutta la filiera: la punibilità riguarda non solo la vendita al consumatore, ma anche importazione, trasporto, stoccaggio e distribuzione intermedia.
• Sanzioni proporzionali al fatturato: per violazioni gravi relative a tracciabilità ed etichettatura, le sanzioni amministrative possono raggiungere fino al 3% del fatturato globale dell’azienda.
• Misure specifiche per filiere strategiche:
– Filiera bufalina: piattaforma informatica SIAN per tracciare ogni litro di latte.
– Settore ittico: criteri di gravità delle infrazioni ridefiniti per sanzioni progressive.
• Impatti sul D.Lgs. 231/2001: le aziende dovranno aggiornare i propri Modelli di Organizzazione e Gestione, esponendosi a sanzioni dirette in caso di illeciti commessi nell’interesse dell’impresa.
Con questa riforma, la trasparenza della filiera diventa un obbligo di legge inderogabile, e le aziende sono chiamate a garantire controlli rigorosi su fornitori e processi produttivi.
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