SHELF LIFE  RIDETERMINAZIONE NUOVE SCADENZE

Il Ministero della Salute ha emesso la circolare sulla possibilità di rideterminare la durabilità dei prodotti alimentari e il congelamento delle carni fresche

Con Nota del Ministero della Salute Prot. DGISAN n. 13412 del 14/04/2020 si precisano alcune indicazioni in merito alla Nota del Ministero della Salute Prot. DGISAN n. 12957 del 09/04/2020 relativa alla “Rideterminazione della shelf life dei prodotti alimentari e congelamento carni fresche”.

Alcune associazioni di categoria hanno chiesto la possibilità di rideterminare la durabilità dei prodotti alimentari compresi i prodotti congelati e surgelati e la conseguente modalità di etichettatura, nonché la possibilità di congelare la carne fresca invenduta destinata alla ristorazione.

Il Ministero ha risposto che, fatti i salvi i casi in cui la shelf life è stabilita da norme specifiche, come per uova fresche, latte pastorizzato ecc. “L’osa può stabilire un prolungamento della durabilità di un alimento laddove disponga di dati adeguati a supporto della shelf life che tengano conto della natura dell’alimento stesso, delle modalità di conservazione previste e delle modalità di consumo. La rideterminazione della shelf life di un prodotto alimentare deve essere determinata prima della data di scadenza”. In ogni caso la nuova durabilità deve essere riportata in etichetta come previsto dal Regolamento (UE) n. 1169/2011 o in assenza di questa sui documenti commerciali, come specificato dal Decreto legislativo 231/2017. La successiva nota del 14 aprile specifica che “la rideterminazione della shelf life è applicabile solo alle merci immesse sul mercato ma non a livello della vendita al dettaglio”.

Il congelamento delle carni fresche, incluse le preparazioni e le carni macinate, come di recente ribadito dalla Commissione con nota Ares (2019) 2456574 dell’08/04/2019 deve essere condotto senza indebito ritardo. “In deroga a quanto suddetto le carni fresche invendute, introdotte e/o prodotte entro il 15 marzo 2020, possono essere congelate entro la data di scadenza con indicazione della destinazione al consumo previa completa cottura e commercializzate esclusivamente sul mercato nazionale”, si legge nella nota del 9 aprile. La nota successiva del 14/04 specifica che “tale deroga è riferita anche a carni che, a seguito di ordinativi/contratti antecedenti il 15 marzo, sono già state spedite da Paesi terzi verso l’Italia e sono ancora in viaggio”.

Il congelamento di altri prodotti alimentari può essere condotto su alimenti in perfetto stato di conservazione con modalità che ne preservino le caratteristiche e che non impattino sulla loro sicurezza.

La nota sottolinea anche il fatto che le eccedenze alimentari possono “essere oggetto di donazione ai fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi alimentari”, ai sensi dell’articolo 2, punto 1, lettera c della Legge 19/08/2016, n. 166.

 

FARMACI VETERINARI & PESTICIDI: DAI CONTROLLI RISULTATI POSITIVI IN TUTTA EUROPA. PUBBLICATI I RAPPORTI EFSA PER IL 2018

 In questi giorni, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha pubblicato due tra i rapporti annuali più attesi: quello sui residui di farmaci veterinari negli animali e negli alimenti da essi derivati, e quello sui pesticidi. E le notizie sono abbastanza positive, soprattutto nel primo caso. Nel documento, relativo al 2018, sono stati infatti raccolte i risultati delle analisi di ben 657 mila campioni provenienti da 28 paesi, e le conclusioni sono in linea con quanto riscontrato negli anni scorsi, ovvero c’è stata una quantità di superamenti dei limiti previsti molto bassa, in media dello 0,3%, valore che rientra nell’intervallo compreso tra lo 0,25 e lo 0,37% degli ultimi 10 anni.

Rispetto all’anno 2017, nel 2018 sono risultati leggermente aumentati i farmaci antitiroidei e gli steroidi, ma diminuiti gli antibatterici, gli antinfiammatori non steroidei e altri farmaci veterinari, nonché alcuni contaminanti ambientali come le micotossine. Per quanto riguarda gli antibiotici, per esempio, l’alimento più a rischio è il miele, con lo 0,8% di campioni non conformi, gli animali peggiori le pecore, le capre e i conigli (con lo 0,34% di risultati oltre il limite).

In linea con l’approccio alla massima trasparenza adottato dall’Efsa, i dati, che nel rapporto sono ordinati per tipo di sostanza e per tipo di animale o alimento, saranno messi online sulla piattaforma Knowledge Junction, in modo che siano consultabili da chiunque nel dettaglio.

Il Secondo rapporto, quello sui pesticidi, anch’esso relativo al 2018, è invece il risultato dell’analisi di oltre 91 mila campioni dei 28 paesi, più l’Islanda e la Norvegia. C’è stato un esito positivo (cioè valori al di sotto dei limiti di legge) nel 95,5% dei casi; Italia, Francia e Germania hanno analizzato un numero di campioni di gran lunga superiore rispetto a quelli di altri paesi (oltre 10 mila).

Secondo il rapporto sui pesticidi di Efsa oltre il 95% dei prodotti è al di sotto del limite di legge

Oltre agli alimenti fissi, testati ogni anno nei programmi di controllo nazionale, sono stati analizzati oltre 11 mila campioni supplementari di prodotti di largo consumo tra i cittadini europei, raccolti in maniera casuale, e l’esito è stato anche più positivo, perché i valori di pesticidi trovati sono stati nella norma nel 98,6% dei casi. Quest’ultima serie di dati è considerata particolarmente indicativa, perché si tratta di un paniere di alimenti che ruota ogni tre anni, e che dovrebbe permettere di individuare per tempo eventuali criticità nascoste, che potrebbero sfuggire ai controlli standardizzati.

Così, per esempio, nel paniere casuale, nel periodo compreso tra il 2015 e il 2018 gli sforamenti sono aumentati nelle banane (dallo 0,5 all’1,7%), nei peperoni dolci (dall’1,2 al 2,4%), nelle melanzane (dallo 0,6 all’1,6%) e nell’uva da tavola (dall’1,8 al 2,6%) e sono diminuiti  nei broccoli (dal 3,7 al 2%), nell’olio di oliva (dallo 0,9 allo 0,6%) e nelle uova di gallina (dallo 0,2 allo 0,1%).

L’Efsa ha reso consultabili i dati, estremamente dettagliati nel rapporto, anche attraverso diagrammi molto semplici, disponibili solo per le informazioni principali, che permettono di visualizzare il tipo di alimento.

L’insieme dei due rapporti dimostra quindi come in Europa la sorveglianza sia mantenuta alta, e i controlli siano costanti, tanto sui farmaci quanto sui pesticidi. Il risultato sono alimenti sicuri, con variazioni rispetto ai limiti accettabili, se si pensa che si tratta di 28 paesi. Naturalmente, c’è spazio per migliorare, e per portare le anomalie a valori ancora più bassi.

 

CORONAVIRUS, ACQUE DI SCARICO COME SPIA DI NUOVI FOCOLAI EPIDEMICI. LO STUDIO DELL’ISS TROVA RNA DEL VIRUS NELLE FOGNATURE

Usare le acque di scarico per scoprire nuovi focolai di Covid-19. È l’idea di uno studio in via di pubblicazione, realizzato tra Roma e Milano dall’Istituto Superiore di Sanità, che ha scoperto materiale genetico del coronavirus Sars-CoV-2, responsabile della pandemia in corso. Monitorandone la presenza lungo la rete delle acque reflue sarebbe possibile aiutare a tracciare la diffusione del virus sul territorio. Risultati analoghi sono stati ottenuti anche da altri gruppi di ricerca in Olanda, Stati Uniti, Australia e Francia.

Per cercare il virus, i ricercatori del reparto di Qualità dell’acqua e salute, dipartimento Ambiente e salute dell’Iss  hanno analizzato otto campioni di acque di scarico raccolti dal 3 al 28 febbraio a Milano e dal 31 marzo al 2 aprile a Roma. “In due campioni raccolti nella rete fognaria della zona occidentale e centro-orientale di Milano  – è stata confermata la presenza di RNA del nuovo coronavirus.  A Roma lo stesso risultato positivo è stato riscontrato in tutti i campioni prelevati nell’area orientale della città. Stiamo ora estendendo la ricerca ad altri campioni  provenienti da una rete di raccolta in diverse regioni”.

Nella fase 2, la presenza del materiale genetico del coronavirus nelle acque reflue potrebbe essere usata come strumento di sorveglianza per individuare precocemente e circoscrivere la ricomparsa di focolai. Si tratta di una strategia già utilizzata per monitorare altri virus, come quello della polio, spiega il Direttore  del reparto Qualità dell’acqua e salute.

Il processo di  Potabilizzazione delle acque e i sistemi di depurazione, come evidenziato da un documento pubblicato dall’Iss, sono in grado di risanare  le acque.

 

L’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ, HA DA POCO DIFFUSO UN NUOVO DOCUMENTO CHE PROPONE UNA SERIE DI INDICAZIONI SULL’IGIENE DEGLI ALIMENTI DURANTE L’EPIDEMIA DA COVID-19.

Il documento è pensato sia per i consumatori, che devono seguire una serie di regole di igiene e controllare scrupolosamente il modo in cui conservare e consumare gli alimenti, sia per gli operatori del settore alimentare, che per primi devono seguire la corretta igiene nella produzione e nel tracciamento degli alimenti.

Anche se al momento non esistono evidenze scientifiche di trasmissione del coronavirus attraverso gli alimenti, seguire un corretto comportamento che garantisca l’igiene dei prodotti durante la manipolazione.

 

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