NEWSLETTER DI GIUGNO 2020  OCRATOSSINA A: IL NUOVO DOCUMENTO EFSA. I LIVELLI PIÙ ALTI TRA ESTRATTI VEGETALI, AROMI E PEPERONCINO

 

L’ocratossina A (OTA) è una tossina prodotta da diversi tipi di muffe dei generi Aspergillum Penicillium, presente in numerosi alimenti tra i quali i cereali, la carne conservata, la frutta fresca e secca e i formaggi, ed è nota da tempo per essere una sostanza pericolosa per gli animali, tossica per il rene e cancerogena. Inoltre si sapeva che è genotossica sia in vitro che in vivo, e cioè che agisce direttamente sul DNA, anche se non si conosceva bene il meccanismo di tale effetto.

L’ultima valutazione dell’Efsa, del 2006, si atteneva a questi elementi, e forniva limiti di assunzione settimanali, ma ora ne è uscita una versione  aggiornata  , più restrittiva e improntata a una maggiore prudenza, perché gli studi effettuati nel frattempo hanno chiarito meglio i complessi meccanismi di azione sui geni, e messo in luce che la sostanza è probabilmente peggiore di quanto ritenuto finora. Tra gli alimenti che contribuiscono di più all’esposizione da ocratossina A ci sono i formaggi

 

 

 

 

 

ISS: RACCOMANDAZIONI SUI DISINFETTANTI NELL’ATTUALE EMERGENZA COVID-195 MAGGIO 2020

Il rapporto n. 19/2020 pubblicato dal ISS – Raccomandazioni ad interim sui disinfettanti nell’attuale emergenza COVID-19: presidi medico-chirurgici e biocidi, presenta una panoramica relativa all’ambito della “disinfezione” con l’intento di chiarire punti quali: tipologia di prodotti disinfettanti, sia per la cute umana sia per le superfici, disponibili sul mercato italiano, efficacia di questi prodotti contro i virus, etichette di pericolo presenti sui prodotti, condizioni per un loro corretto utilizzo al fine di garantirne efficacia e sicurezza d’uso.
Per contenere l’emergenza sanitaria COVID-19 si rende necessario, tra l’altro, che gli operatori, le imprese e la popolazione più in generale, adottino comportamenti adeguati per una corretta igiene delle mani e una efficace disinfezione delle superfici e degli ambienti. A tale scopo il Rapporto n. 19/2020 fornisce una serie di informazioni sulla tipologia di prodotti a disposizione e sulle procedure da seguire per limitare la diffusione del virus.
Le istituzioni nazionali e internazionali concordano sul fatto che le prime misure di sicurezza da attuare siano quelle di lavare le mani, frequentemente e accuratamente, con acqua e sapone per almeno 60 secondi ogni qual volta si pensi di essere venuti a contatto con superfici/oggetti o parti del corpo contaminate e, qualora non sia possibile, di disinfettare le mani con un disinfettante per la cute. Inoltre, per quanto attiene le superfici potenzialmente infette con le quali si viene a contatto, le misure prevedono un’accurata pulizia con detergente e la disinfezione con PRESIDI A BASE DI CLORO, ALCOLI, PEROSSIDO DI IDROGENO
O MISCELE DI AMMONI QUATERNARI.

Il Rapporto n. 19/2020 contiene un’ampia panoramica relativa all’ambito della “disinfezione”, a partire dalla tipologia dei prodotti disponibili sul mercato, la loro efficacia, le informazioni sui pericoli, la normativa di riferimento nonché le condizioni per un utilizzo corretto e consapevole.

 

ISS: GUIDA PER LA PREVENZIONE DELLA CONTAMINAZIONE DA LEGIONELLA NEGLI IMPIANTI IDRICI, NON UTILIZZATI DURANTE LA PANDEMIA COVID-19

Il rapporto n. 21/2020 pubblicato dal ISS – Guida per la prevenzione della contaminazione da Legionella negli impianti idrici di strutture turistico recettive e altri edifici ad uso civile e industriale, non utilizzati durante la pandemia COVID-19, è un documento che fornisce raccomandazioni tecniche specifiche relative alla prevenzione, controllo e gestione del rischio Legionella negli impianti idrici alla luce dell’emergenza COVID-19.
Questa guida ha lo scopo di fornire indicazioni ai responsabili di tutti gli impianti a rischio di trasmissione di Legionella di strutture turistico recettive, (rientranti nel codice ATECO 55) e altri edifici ad uso civile e industriale su come controllarne la proliferazione per evitare:
– il verificarsi di casi in ospiti e lavoratori di strutture turistico-recettive o di altri edifici alla riapertura degli impianti
– l’aggravamento dello stato di salute di pazienti già infettati da Sars-Cov-2 che potrebbero essere collocati in complessi adattati a strutture ospedaliere o per la quarantena.
In questo periodo, infatti, il ristagno dell’acqua e l’uso saltuario di alcuni impianti, potrebbero determinare un grave rischio per la trasmissione della legionellosi. Il documento è indirizzato ai responsabili/gestori di strutture turistico recettive, edifici civili, e alle autorità preposte alla tutela della salute. Le indicazioni contenute nel documento sono ad integrazione di quanto già indicato per le suddette strutture nelle linee guida nazionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi e in accordo con il   DLgs 81/2008   e i dettami del  DM 14 GIUGNO 2017   inerente i piani di sicurezza dell’acqua.
La chiusura di edifici o parti di essi, il loro uso limitato o l’adeguamento/costruzione di edifici per ospitare malati o contatti di casi in quarantena conseguente alla pandemia COVID-19, se non gestita in modo adeguato, può aumentare il rischio di crescita di Legionella negli impianti idrici e nei dispositivi associati.

 

MARINO S.R.L.                               

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