MUD - PROROGA AL 30 GIUGNO 2020

Decreto "Cura Italia", in vigore proroghe scadenze ambientali

Il DL 18/2020 sull'emergenza "Coronavirus", in vigore dal 17 marzo 2020, proroga le scadenze per la presentazione del MUD, il versamento del diritto di iscrizione all'Albo gestori ambientali e le comunicazioni RAEE e Pile.

In particolare, in base a quanto stabilito dall'articolo 113 ("Rinvio di scadenze e adempimenti relativi a comunicazioni sui rifiuti") del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 ("Misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19"), slittano di due mesi – dal 30 aprile al 30 giugno 2020 – i termini stabiliti:

  • per la presentazione del Modello Unico Ambientale (MUD)
  • per il versamento del diritto annuale d'iscrizione all'Albo Nazionale Gestori Ambientali.

Lo stesso articolo, inoltre, proroga al 30 giugno 2020 anche le scadenze in materia di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (comunicazione annuale delle quantità di RAEE da parte dei titolari degli impianti di trattamento) e di rifiuti di pile e batterie (comunicazione annuale da parte dei produttori dei dati relativi all'immesso sul mercato e trasmissione annuale, ad opera del Centro di Coordinamento, dei dati su raccolta e riciclaggio dei rifiuti).

 

MARINO S.R.L. 

Resp. Comm. Grazia Martuccio

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NEWSLETTER APRILE 2020

CORONAVIRUS ED F-GAS: CHIARIMENTI DA PARTE DEL MINISTERO  10 APRILE 2020

Il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare con la Circolare del 6 aprile 2020, n. 24526  chiarisce gli aspetti applicativi dell’ art. 103, comma 1, del D.L. 17 marzo 2020, n. 18, con riferimento ai termini previsti dall' art. 4, paragrafo 3 del Regolamento (UE) n. 517/2014 e della relativa comunicazione alla Banca Dati ai sensi dell' art. 16, comma 8, del DPR n. 146/2018 in materia di comunicazione dei controlli delle perdite sulle apparecchiature contenenti gas fluorurati ad effetto serra, in particolare:

  • La sospensione dei termini prevista dall'articolo 103, comma 1 del D.L. 17 marzo 2020, n. 18, non può essere applicata ai termini di cui all'articolo 4, paragrafo 3, del Regolamento (UE) n. 517/2014 per lo svolgimento dei controlli delle perdite obbligatori. Tuttavia, in caso di scadenza dei termini per il controllo sulle apparecchiature nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 al 15 aprile 2020, gli stessi dovranno comunque essere effettuati salvo nel caso in cui sia dimostrabile l'impossibilità di svolgere tali controlli (ad es. nel caso di imprese le cui attività sono sospese) e/o sia dimostrabile l'assenza di tutte le condizioni di sicurezza atte ad evitare ogni possibilità di contagio da COVID19.
  • Con riferimento al termine di 30 giorni per la comunicazione alla Banca Dati dei controlli delle perdite periodici sulle apparecchiature contenenti gas fluorurati ad effetto serra ai sensi dell'articolo 16, comma 8 del DPR 16 novembre 2018, n 146, si ritiene che la decorrenza dei citati termini sia sospesa dal 23 febbraio 2020 al 15 maggio 2020 compresi, e riprenda a decorrere dal 16 maggio 2020.

 

ISS: INDICAZIONI SU ACQUA E SERVIZI IGIENICI IN RELAZIONE ALLA DIFFUSIONE DEL CORONAVIRUS   8 APRILE 2020

L'Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato il Rapporto ISS COVID-19 n. 10/2020 - Indicazioni ad interim su acqua e servizi igienici in relazione alla diffusione del virus SARS-CoV-2.
Il Rapporto, che fornisce indicazioni tecniche specifiche relative ad acqua e servizi igienico-sanitari alla luce dell’emergenza in corso, è indirizzato ai gestori del servizio idrico integrato e alle autorità ambientali e sanitarie preposte alla tutela della salute e alla salvaguardia ambientale.
L’accesso all’acqua e a servizi igienico-sanitari sicuri, rappresenta un diritto fondamentale dell’uomo, svolge un ruolo essenziale nella protezione della salute umana da malattie infettive, sia per assicurare approvvigionamenti idropotabili nei luoghi di residenza, di lavoro e di cura della popolazione, sia per garantire l’efficacia di fondamentali misure di prevenzione primaria. Sia l’igiene personale e sia quella ambientale sono infatti indispensabili prerogative per contenere le vie di esposizione umana a patologie trasmissibili.
In questo scenario l'ISS ritiene utile fornire alcune indicazioni tecniche specifiche, basate sull’attuale stato delle conoscenze, sulle relazioni e i rischi correlati al virus SARS-CoV-2, responsabile dei casi di COVID-19, in rapporto ad acqua e servizi igienico-sanitari.
Con il bilancio dei casi di SARS-CoV-2 è infatti importante indagare ed individuare tutte le potenziali vie di trasmissione del virus.
Parallelamente vengono avanzate alcune raccomandazioni per attività di prevenzione e controllo dei rischi indirettamente connessi all’emergenza pandemica in corso, condizioni che possono avere effetto sul funzionamento della gestione del ciclo idrico integrato (approvvigionamento idro-potabile, fognatura e depurazione) e sulle azioni di sorveglianza ambientale e sanitaria, con possibili ricadute sulla continuità delle forniture idriche, trattamenti e qualità delle acque distribuite e depurate.
Ciò al fine di rafforzare la prevenzione mediante l’aggiornamento dei sistemi di analisi di rischio.

 

BONIFICHE S.I.N. ANCHE LA PROVINCIA È COMPETENTE  8 APRILE 2020

Con riferimento al riparto di competenze tra Stato ed Enti locali per le procedure di bonifica dei S.I.N. (Siti di Interesse Nazionale), spetta agli organi centrali il solo "svolgimento del complesso delle operazioni di bonifica (ossia, in termini più tecnico-giuridici, il procedimento di bonifica), mentre per le fasi ontologicamente e giuridicamente preliminari alla bonifica - quali, su tutte, l'individuazione del soggetto che ha causato l'inquinamento -, è riconosciuta la competenza della Provincia. Il riparto di competenze non si fonda, infatti, sull'inserimento o meno dell'area in un S.I.N., quanto, piuttosto, sulla tipologia di intervento imposto al soggetto inquinatore. È questo l’intervento chiarificatore (e innovativo sulla lettura e interpretazione dell’ art. 252 del Codice ambientale) espresso dal Consiglio di Stato con la  sentenza n 2195, pubblicata lo scorso aprile.

 

DISINFETTANTI (PT1/PT2): DEROGHE ALLE PROCEDURE DI AUTORIZZAZIONE ALLA COMMERCIALIZZAZIONE E ALLA PRODUZIONE   6 APRILE 2020

In questo periodo di emergenza, per i prodotti disinfettanti (PT1/PT2), contenenti un principio attivo già approvato, l’autorità competente può permettere l’applicazione delle deroghe ai requisiti riportati nell’art. 55   del Regolamento (UE) 528/2012 per la messa a disposizione sul mercato.
In data 06/04/2020 il Ministero della Salute, in qualità di autorità competente, ha pubblicato un comunicato  per le procedure di autorizzazione alla commercializzazione e alla produzione di prodotti disinfettati in Italia (PT1/PT2) per poter usufruire delle deroghe ai sensi dell’articolo 55 del Regolamento (UE) 528/2012.
OiRA (ONLINE INTERACTIVE RISK ASSESSMENT): NUOVA CIRCOLARE. 3 APRILE 2020
E' stata emanata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (circolare n. 2) e dall'INAIL (circolare n. 8) la Circolare congiunta data 23 marzo 2020   avente come oggetto "Strumento di supporto rivolto alle micro, piccole e medie imprese, per la valutazione dei rischi sviluppato secondo il prototipo europeo OiRA, dedicato al settore "Uffici", adottato con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali n. 61 del 23 maggio 2018. Aggiornamento layout."
Tale strumento è disponibile gratuitamente accedendo, tramite collegamento al sito internet dell'Agenzia europea per la salute e sicurezza sul lavoro (EU-OSHA), al link ai tool Italiani, secondo le indicazioni fornite nel sito stesso.
Con la nuova circolare, che integra e sostituisce la precedente circolare congiunta emanata in data 25 luglio 2018  , si specifica che sarà possibile accedere a due versioni del tool:
- "Uffici: vecchia versione" (resa disponibile con la circolare del 2018), che sarà disponibile sino al 31 dicembre 2020 per permettere, a chi l'abbia già utilizzata per effettuare la valutazione dei rischi, di continuare ad avere accesso ai dati inseriti e stampare il relativo Documento.
- "Uffici: nuova versione", per coloro i quali per la prima volta intendessero effettuare la valutazione dei rischi utilizzando il tool OiRA o desiderassero aggiornare il DVR redatto con la precedente versione.
Rispetto alla versione precedente sono state introdotte alcune modifiche al fine di rendere il tool più efficace; le principali riguardano:
- la possibilità di individuare nella fase di identificazione dei rischi, le misure obbligatorie e di miglioramento già adottate in azienda;
- la possibilità di adattare alle esigenze delle singole aziende la sezione di compilazione del piano di miglioramento, con netta e inequivocabile separazione dalla fase di individuazione delle misure obbligatorie necessarie per la corretta gestione del rischio;
- un nuovo format per il report (Documento di valutazione dei rischi), strutturato sotto forma di tabella nel quale sono immediatamente riconoscibili, per ciascun rischio, misure già adottate ed eventuale piano di miglioramento.

ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI: CIRCOLARE RELATIVA ALL'APPLICAZIONE DEL D.L. "CURA ITALIA"  3 APRILE 2020

Il Comitato Nazionale dell'Albo Nazionale Gestori ambientali con Circolare 23 marzo 2020 fornisce chiarimenti in ordine all'applicazione dell'art. 103 del D.L. 17 marzo 2020, n. 18.
Il comma 2 dell' art. 103   stabilisce che sia conservata fino al 15 giugno 2020 la validità di tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020.
La circolare precisa che la norma, con riferimento alle iscrizioni all'Albo, va riferita ai procedimenti in corso o ancora da aprire, pertanto sono esclusi dal suo campo d'applicazione:
a) i procedimenti, pur rientranti nella suddetta finestra temporale, ma già conclusi in modo definitivo;
b) le iscrizioni scadute nel periodo tra il 31 gennaio 2020 e la data di entrata in vigore del decreto-legge 18/2020, per le quali non è stata presentata domanda di rinnovo.
Viene comunque specificato che rimane fermo "il rispetto di tutti i requisiti e le condizioni che debbono sussistere per il legittimo esercizio dell'attività e che, in caso di accertata carenza, possono portare all'apertura di procedimenti disciplinari e alle relative sanzioni, ivi incluso l'obbligo di prestare, per i casi previsti (iscrizioni nella categorie 1, relativamente alla raccolta e trasporto dei rifiuti urbani pericolosi, 5, 8, 9 e 10), apposita fideiussione, o appendice alla fideiussione già prestata, a copertura del periodo intercorrente dalla data di scadenza dell'iscrizione e quella del 15 giugno 2020 nonché l'obbligo di comunicare le variazioni dell'iscrizione."

In ultimo, considerato quanto disposto nel comma 1 dell' art. 103  del D.L. 18/2020. la circolare precisa che "per i procedimenti riguardanti la variazione dell'iscrizione per incremento della dotazione veicoli non conclusi alla data del 23 febbraio 2020, o iniziati successivamente e fino al 15 aprile 2020, ai fini del computo dei previsti 60 giorni di validità delle dichiarazioni sostitutive dell'atto di notorietà non si tiene conto del periodo compreso tra le due date suddette".

REGIONE LOMBARDIA: PROROGA TRASMISSIONE PIANO GESTIONE SOLVENTI E AUTORIZZAZIONE ALLE EMISSIONI IN ATMOSFERA   31 MARZO 2020

Con il Decreto del Dirigente 26 marzo 2020, n. 3795 la Regione Lombardia ha previsto la proroga  al 31 ottobre 2020 del termine per la trasmissione del Piano gestione solventi effettuato ai sensi dell’art. 275 del D.Lgs. 152/2006, soggete ad Autorizzazione unica ambientale (AUA)  e Autorizzazione alle Emissioni in Atmosfera , nonché del bilancio di massa relativo all’utilizzo dei COV previsti dagli allegati tecnici regionali in materia di emissioni in atmosfera concernenti le attività con utilizzo di Solventi.

CIRCOLARE MINISTERIALE RECANTE “CRITICITÀ NELLA GESTIONE DEI RIFIUTI PER EFFETTO DELL’EMERGENZA COVID 19 INDICAZIONI”: NUOVE POSSIBILI DEROGHE NELLE GESTIONE DEI RIFIUTI  30 MARZO 2020

Il Ministero dell’ambiente ha emanato la Circolare Ministeriale recante “Criticità nella gestione dei rifiuti per effetto dell’Emergenza COVID 19 – indicazioni”, inviandola alla Regioni, Province autonome, ISPRA ANCI e UPI.
Il documento sottolinea la urgente necessità di intervenire per assicurare la corretta gestione dei rifiuti, in termini di raccolta e recupero/smaltimento, evitando sovraccarichi che potrebbero causare problematiche di sospensione del servizio.
Già ISPRA aveva fornito le prime indicazioni generali sulla gestione dei rifiuti, con documento approvato dal SNPA lo scorso 23 marzo .

 

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ORIGINE DEL LATTE IN ETICHETTA - DAL 1° APRILE 2020 APPLICAZIONE DELLA NORMA UE SULL’ORIGINE DELL’INGREDIENTE PRIMARIO

 

MANGIARE ITALIANO: in questo momento di emergenza Covid-19, da più parti arriva la richiesta di sostenere il sistema agroalimentare italiano, che come un treno continua a lavorare sodo, per consentire alle aziende di settore di resistere alle avversità.

Al di là della campagna molto più attiva in questi giorni, lo strumento efficace per riconoscere un prodotto alimentare italiano al momento dell’acquisto è l’etichettatura, ovvero qualunque menzione, indicazione, marchio di fabbrica o commerciale, immagine o simbolo che si riferisce a un alimento e che figura su qualunque imballaggio, documento, avviso, etichetta, nastro o fascetta che accompagna o si riferisce a tale alimento (art. 2, lett. j del Reg. (UE) N. 1169/2011). L’indicazione dell’origine dell’alimento è inclusa nell’elenco delle indicazioni obbligatorie di cui all’art. 9 del Reg. (UE) n. 1169/2011, che specifica, alla lett. i: “il paese d’origine o il luogo di provenienza ove previsto all’articolo 26”. L’art. 26 prevede, in particolare, l’obbligo di indicazione del paese d’origine o del luogo di provenienza nei casi in cui la mancata indicazione sull’etichettatura “possa indurre in errore il consumatore in merito al paese d’origine o al luogo di provenienza reali dell’alimento, in particolare se le informazioni che accompagnano l’alimento o contenute nell’etichetta nel loro insieme potrebbero altrimenti far pensare che l’alimento abbia un differente paese d’origine o luogo di provenienza”, oltre che per le carni dei codici della nomenclatura combinata (NC) elencati all’allegato XI” del medesimo regolamento. Al paragrafo 3 dell’art. 26, viene inoltre riportato l’obbligo di indicazione dell’origine dell’ingrediente primario quando il paese d’origine o il luogo di provenienza di un alimento riportato sull’etichetta non è lo stesso di quello del suo ingrediente primario, attraverso due modalità diverse: indicando l’origine dell’ingrediente primario, oppure indicando che il paese d’origine/luogo di provenienza è diverso da quello dell’alimento. L’applicazione del paragrafo 3 è soggetta ad un atto di esecuzione, ovvero il ben noto Reg. (UE) N. 2018/775 sull’origine dell’ingrediente primario, che sarà applicabile dal 1° aprile 2020. L’art. 1 del regolamento definisce l’ambito di applicazione, in particolare quello già tracciato dall’art. 26.3 del Reg. (UE) n. 1169/2011, con l’esclusione da tale ambito di quei prodotti alimentari protetti da indicazioni geografiche [riferimenti normativi: Reg. (UE) n. 1151/2012, Reg. (UE) n. 1308/2013, Reg. (CE) n. 110/2008 o Reg. (UE) n. 251/2014] o protetti in virtù di accordi internazionali o marchi d’impresa registrati, laddove questi ultimi costituiscano un’indicazione dell’origine, in attesa dell’adozione di norme più specifiche riguardanti l’applicazione dell’art. 26.3 per tali indicazioni. Negli art. 2 e 3 troviamo, rispettivamente, le modalità di indicazione del paese d’origine o luogo di provenienza dell’ingrediente primario e la presentazione di tali informazioni sull’etichettatura degli alimenti.

Siamo quindi “agli sgoccioli” per quei decreti interministeriali che, a livello nazionale, hanno imposto l’obbligo di origine per prodotti come il latte, il grano, il riso o il pomodoro, perché, con l’entrata in vigore di un atto normativo europeo quale appunto il Reg. (UE) n. 2018/775, vincolante per tutti gli Stati membri dell’Unione europea, tali norme nazionali perderanno di efficacia; ricordiamo inoltre il DM  MiPAAF del 7 maggio 2018 ,  che ha avuto come effetto quello di legare la cessazione dell’efficacia dei decreti sopra citati e specificati qui di seguito alla data di applicazione del Reg. (UE) 2018/775. Nello specifico, questi decreti, emanati nel corso della XVII legislatura, sono:

il decreto 9 dicembre 2016 recante l’indicazione in etichetta dell’origine del latte e dei prodotti lattiero-caseari;

il decreto 26 luglio 2017 per l’indicazione di origine del riso;

il decreto 26 luglio 2017 per l’indicazione dell’origine del grano duro e per le paste di semola di grano duro;

il decreto 16 novembre 2017 per l’indicazione di origine del pomodoro.

In particolare per il latte e i suoi derivati, con un decreto MiPAAF pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (GU n.170 del 22-7-2019, il   DM  18 marzo 2019  , è stato modificato il Decreto del 9 dicembre 2016, estendendo l’applicazione del decreto dal 31 marzo 2019 al 31 marzo 2020.

Il 2 marzo scorso, il Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, e il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Teresa Bellanova, hanno scritto una lettera ai Commissari Ue alla salute, Stella Kyriakides, e all’agricoltura, Janusz Wojciechowski, con la richiesta di estendere l’obbligo di origine delle materie prime in etichetta a tutti gli alimenti, a partire da una scelta rapida sui prodotti sui quali è già avvenuta in questi anni una sperimentazione, come latte e prodotti lattiero-caseari, carni trasformate, pasta, riso e derivati del pomodoro. Con questi obiettivi, i due Ministri hanno notificato a Bruxelles la proroga fino al 31 dicembre 2021 del decreto su latte e formaggi e sono pronti ad avanzare sulla proroga degli altri decreti nazionali con la stessa scadenza.

L’Italia non è l’unica ad aver intrapreso la strada della normativa nazionale in materia di origine degli alimenti, si pensi alla strada tracciata dalla Francia proprio in merito all’origine del latte obbligatoria in etichetta, con la Spagna al seguito dell’Italia sempre sul latte. Vale la pena citare un passaggio interessante della lettera sopra citata, che sollecita i destinatari ad intervenire prima che si verifichino altre situazioni drammatiche, come quella legata alla BSE: “in passato si è scelto di prendere decisioni in tema di etichettatura solo in conseguenza di gravi scandali alimentari. Abbiamo informazioni complete sulle carni, perché c’è stata la BSE. Non crediamo sia giusto aspettare un nuovo scandalo, ma che si possa agire con coraggio nel senso richiesto dai cittadini in tutta Europa. Per questo riteniamo che il regolamento Ue 775/2018, destinato ad entrare in vigore il 1° aprile, non dia risposte sufficienti”.

D’altronde, a chiedere maggiore chiarezza sull’origine degli alimenti sono gli stessi cittadini europei che con l’iniziativa  “ Eat Original Unmask your food “  ” hanno raggiunto, il 2 ottobre 2019, oltre un milione di firme in tutta l’Unione europea per rendere tale indicazione obbligatoria su tutti i prodotti alimentari. Avvalendosi di un importante strumento di democrazia introdotto dal trattato di Lisbona, ovvero l’iniziativa dei cittadini, gli europei hanno dato chiaro segnale di una richiesta ben precisa: maggiore tutela ed informazione, peraltro con il benestare del Comitato Economico e Sociale Europeo . Va rimarcato che l’obbligo dell’indicazione dell’origine potrebbe essere uno strumento a supporto della lotta alle frodi in campo alimentare, prevenendo la contraffazione e le pratiche commerciali sleali che danneggiano il mercato interno.

Tornando alla lettera dei giorni scorsi firmata da MiSE e MiPAAF, le tempistiche di notifica per quanto riguarda la proroga del decreto sull’origine di latte e derivati non sono state esattamente ottimali. La procedura di notifica è stata definita con la Direttiva (UE) n. 2015/1535, che prevede una procedura d’informazione nel settore delle regolamentazioni tecniche e delle regole relative ai servizi della società dell’informazione. Gli Stati membri devono notificare alla Commissione ogni progetto di regola tecnica, ad eccezione di recepimenti integrali di norme internazionali o europee, per le quali è sufficiente un’informazione sulla norma stessa. Per tali regole tecniche, gli Stati membri devono astenersi dall’adozione per un periodo di tre mesi, che serve alla Commissione ed agli altri Stati membri per eventuali osservazioni: lo scopo essenziale di questa procedura è quindi evitare che si stabiliscano degli ostacoli al mercato interno per adozione di norme nazionali in contrasto con il diritto unitario. Al termine dei tre mesi, in assenza di osservazioni od opposizioni, la proroga per l’origine del latte in etichetta potrà dunque essere adottata.

GLI AGROTECNICI  DELL’UE CHIEDONO MISURE URGENTI PER EVITARE INTERRUZIONI NELL’APPROVVIGIONAMENTO DELLE MATERIE PRIME AGRICOLE

I rappresentanti della filiera dei cereali, dei semi oleosi e degli alimenti zootecnici dell’UE chiedono misure urgenti per evitare interruzioni nell’approvvigionamento delle materie prime agricole Viste le drammatiche conseguenze della diffusione di COVID-19, la priorità dell’intera catena di approvvigionamento degli alimenti zootecnici e mangimi è ovviamente quella di rispettare rigorosamente le istruzioni nazionali e dell’UE per impedire l’ulteriore diffusione del virus tra i suoi dipendenti, fornitori e clienti. Allo stesso tempo, FEFAC, COCERAL e FEDIOL stanno intraprendendo tutte le azioni necessarie per evitare interruzioni nelle filiere alimentari e degli alimenti zootecnici, in modo da poter continuare a rifornire agricoltori, industria alimentare e trasformatori di mangimi con le materie prime e gli ingredienti di cui hanno bisogno. La situazione è critica perché più queste restrizioni persistono, maggiore è il rischio che la carenza per l’industria alimentare si materializzi a qualsiasi livello della filiera, dall’allevamento ai prodotti alimentari, sfidando così l’accesso della popolazione europea a forniture regolari di cibo.

Per tale motivo, le tre associazioni chiedono l’inclusione degli alimenti zootecnici nell’elenco dei beni essenziali menzionato nelle  linee guida della Commissione Europea sulla gestione delle frontiere   pubblicate il 16 marzo. Gli animali da allevamento devono essere nutriti ogni giorno per fornire prodotti alimentari alla popolazione e garantire la salute e il benessere degli animali. Alcuni Stati membri, come la Spagna, l’Italia e il Belgio, hanno già incluso le forniture per l’alimentazione animale nel loro elenco di beni essenziali, ma è necessario un approccio armonizzato a livello dell’UE.

FEFAC, COCERAL e FEDIOL chiedono inoltre all’UE e alle autorità nazionali di agire rapidamente per garantire che tutto il cibo e gli alimenti zootecnici, anche se non deperibili, possano essere trasportati in tutta l’UE senza impedimenti, purché tutti le misure di sicurezza sanitaria richieste siano rispettate. Le materie prime agricole, anche se non deperibili, sono essenziali per le aziende agricole e per l’industria alimentare – e quindi per la salute e il benessere degli animali da allevamento e per la fornitura di prodotti alimentari per la popolazione europea. Allo stesso tempo, la decisione di chiudere le frontiere esterne dell’UE, presa per contenere la propagazione del virus, non dovrebbe applicarsi alle navi che trasportano materie prime per alimenti e mangimi che scarseggiano nell’UE – di nuovo, purché si prendano tutte le misure necessarie misure per garantire la salute di tutti gli attori della catena di approvvigionamento di alimenti e mangimi.

Come commercianti di prodotti agricoli, la nostra mission è garantire l’approvvigionamento delle materie prime e degli ingredienti necessari agli agricoltori, al settore alimentare e all’industria mangimistica, sia per l’uso diretto che per un’ulteriore elaborazione. Prendiamo i prodotti agricoli dai produttori europei, li spostiamo attraverso l’UE ed esportiamo il surplus, ma importiamo anche le materie prime per le quali l’UE è al momento in deficit. Abbiamo assistito ad un aumento delle interruzioni nella catena di approvvigionamento di alimenti e mangimi negli ultimi giorni, e sono molto preoccupato per gli sviluppi futuri se il virus COVID-19 continuerà a diffondersi. L’UE deve proteggere la salute di tutti gli operatori della filiera in modo che continuano a garantire la fornitura ininterrotta di alimenti e mangimi ”, ha affermato il Presidente COCERAL, Philippe Mitko.

Affinché i nostri impianti di trasformazione continuino a fornire oli vegetali ai consumatori e alimenti proteici al bestiame, è necessario che beni essenziali continuino ad arrivare alle nostre strutture, il che richiede che materie prime agricole assolutamente indispensabili siano trasportate verso e attraverso l’UE“, ha aggiunto il Presidente FEDIOL, John Grossmann.

L’industria mangimistica dell’UE accetta pienamente la necessità di rigide politiche di contenimento a livello dell’UE e degli Stati membri
per rallentare il contagio da COVID-19. La nostra priorità è proteggere la salute e il benessere degli animali da allevamento e garantire la disponibilità di latte, carne, uova ai consumatori durante la crisi COVID-19. Pertanto invitiamo la Commissione europea a riconoscere gli alimenti zootecnici come beni essenziali nelle linee guida UE COVID-19, iniziativa fondamentale per il funzionamento del mercato unico degli alimenti zootecnici e per prevenire interruzioni della catena di approvvigionamento e carenza di nutrienti essenziali per la popolazione degli animali da allevamento dell’UE”, ha concluso il Presidente FEFAC, Nick Maggiore.

In Italia, la richiesta dei rappresentanti europei dei produttori di materie prime è stata condivisa appieno da Assalzoo, Associazione nazionale tra i Produttori di Alimenti zootecnici. Le associazioni Assalzoo, Assitol, Anacer e Italmopa hanno infatti scritto al governo per scongiurare il blocco del transito merci verso l’Italia e assicurare l’approvvigionamento di materie prime agricole.

 

 

 

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OBBLIGO DI IDENTIFICARE I MATERIALI DI FABBRICAZIONE DEGLI IMBALLAGGI

In data 11 settembre 2020 è stato pubblicato il DECRETO LEGISLATIVO 3 settembre 2020, n. 116

Attuazione della direttiva (UE) 2018/851 che modifica la direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti e attuazione della direttiva (UE) 2018/852 che modifica la direttiva 1994/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio. (20G00135) GU SERIE GENERALE N 226 DEL 11.09.2020
La nuova disposizione reca importanti aggiornamenti e modifiche al testo del Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152 “Norme in materia ambientale”, disciplina di riferimento a livello nazionale per tutto ciò che riguarda la tutela dell’ambiente. In particolare segnaliamo gli articoli aggiornati:

• Art. 217 ambito di applicazione
• Art. 219 Criteri informatori dell’attività di gestione dei rifiuti di imballaggio
• Art. 218 Definizioni
• Art. 219 bis Sistema di riutilizzo di specifiche tipologie di imballaggio
• Art. 220 Obiettivi di recupero e di riciclaggio
• Art. 221 Obblighi dei produttori e utilizzatori
• Art. 221 bis bis articolo nuovo che disciplina di Sistemi Autonomi per tutti i produttori che non intendono aderire ad uno dei sistemi dei consorzi di cui all’art. 223.
• Art. 222 Raccolta differenziata e obblighi della pubblica amministrazione
• Art. 224 Consorzio Nazionale Imballaggi

L’art. 219, comma 5 è così modificato:
“Tutti gli imballaggi devono essere opportunamente etichettati secondo le modalità stabilite dalle norme tecniche UNI applicabili e in conformità alle determinazioni adottate dalla Commissione dell'Unione europea, per facilitare la raccolta, il riutilizzo, il recupero ed il riciclaggio degli imballaggi, nonché per dare una corretta informazione ai consumatori sulla destinazioni finali degli imballaggi. I produttori hanno, altresì l'obbligo di indicare, ai fini della identificazione e classificazione dell'imballaggio, la natura dei materiali di imballaggio utilizzati, sulla base della decisione 97/129/CE della Commissione.

Diventa obbligatorio, in Italia, il sistema di identificazione che descrive la natura del o dei materiali di imballaggio. Entrata in vigore del provvedimento 26 settembre 2020.

Per il momento non sono stati previsti termini di smaltimento scorte.
I soggetti obbligati sono i PRODUTTORI come definiti dal Decreto Legislativo 152/2006: Art. 218, comma 1) lettera r)
Produttori: i fornitori di materiali di imballaggio, i fabbricanti, i trasformatori e gli importatori di imballaggi vuoti e di materiali di imballaggio;
In in caso di violazione, sono previste le sanzioni all’art. 261 comma 3), del decreto legislativo 152/2006.

 

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MOCA

 

MATERIALI A CONTATTO CON ALIMENTI – PROVE DI MIGRAZIONE E CESSIONE PER STABILIRE LA CONFORMITÀ AL CONTATTO ALIMENTARE

I materiali destinati a venire in contatto con alimenti durante le fasi di produzione, trasformazione, conservazione e somministrazione sono denominati MOCA. Disposizioni comunitarie e nazionali sono state predisposte al fine di disciplinare l’idoneità di tali materiali.
A tutti i materiali destinati a venire a contatto con alimenti si applicano le disposizioni generali del:

Regolamento CE 1935/2004

Regolamento CE 2003/2006 (sulle buone pratiche di fabbricazione)

1 – Regolamento CE 1935/2004 - Il regolamento definisce un quadro normativo armonizzato e richiede che tutti i materiali a contatto con alimenti siano sufficientemente inerti da evitare che il trasferimento di loro componenti possa: incidere sulla salute umana; comportare modifiche inaccettabili alla qualità degli alimenti; provocare un deterioramento delle caratteristiche organolettiche.

2 – Regolamento CE 2003/2006 - Le imprese che svolgono attività connesse con qualunque fase della lavorazione, trasformazione e della distribuzione dei materiali ed oggetti devono istituire un sistema di controllo della qualità. Gli operatori del settore devono quindi essere in grado di dimostrare che i loro prodotti siano conformi al Reg. (CE) n. 1935/2004, ovvero siano idonei al contatto alimentare mediante prove di laboratorio.”

MATERIALI PER IL CONTATTO ALIMENTARE REGOLAMENTATI DA DISPOSIZIONI NAZIONALI E UE

Il regolamento CE 1935/2004 inoltre stabilisce che ove non esistono leggi UE specifiche per valutare l’idoneità dei materiali per il contatto alimentare, gli stati membri possono stabilire misure nazionali. Di seguito sono riportate le liste dei materiali regolamentati dalle diverse disposizioni Italiane e comunitarie.

Materiali regolamentati dal DM 21/3/73:

  • Gomma;
  • Cellulosa rigenerata;
  • Carta e cartone;
  • Vetro;
  • Acciaio Inossidabile;
  • Alluminio.

Altri materiali regolamentati da disposizioni nazionali:

  • Banda stagnata (D.M. 18/2/1984 e D.M. 405 del 13/07/1995);
  • Banda cromata verniciata (D.M 243 del 01/06/1988).

Materiali regolamentati da disposizioni comunitarie UE:

  • Plastiche – Regolamento UE 10/11;
  • Materiali ceramici – 84/500/CE.

 

PROVE DI MIGRAZIONE GLOBALE E SPECIFICA – ANALISI COMPOSIZIONALE

L’idoneità alimentare di un oggetto destinato a venire a contatto con gli alimenti deriva sempre dalla conformità di composizione e dal rispetto dei limiti di migrazione.
Il Laboratorio Di Landro esegue analisi chimiche e prove migrazione al fine di stabilire la conformità e fornire l’idoneità per il contatto alimentare.

Migrazione globale – Massima quantità di sostanza che può essere ceduta all’alimento

Migrazione specifica – Massima quantità di una determinata sostanza che può essere ceduta all’alimento

 

Simulanti alimentari

L’impiego di prodotti alimentari durante le prove per la verifica dell’idoneità non sono sempre possibili, per tale motivo si utilizzano simulanti aventi caratteristiche compatibili a uno o più prodotti alimentari. La funzione del simulante è di simulare la capacità estrattiva dei diversi tipi di alimenti. La scelta del simulante è quindi correlata al tipo di alimento che andrà a contatto con il materiale.

 

Condizioni prova di migrazione globale e specifica

Le prove di migrazione globale e specifica vengono eseguite in specifiche condizioni di contatto come indicato nelle corrispondenti tabelle riportate nelle disposizioni nazionali e comunitarie. La durata e la temperatura di prova sono scelte in relazione alla destinazione d’uso dell’oggetto provato e quindi di contatto con l’alimento, tenendo conto delle peggiori condizioni prevedibili.

Tipi di contatto:

Contatto prolungato;

Contatto ripetuto;

Contatto dinamico.

 

IL BISFENOLO NEI CARTONI DELLA PIZZA? VIENE DALLA CARTA RICICLATA

“Il problema è chiaro: l’utilizzo del macero per la realizzazione dei cartoni della pizza. Basta la presenza, ad esempio, di qualche scontrino in carta termica per contaminare la materia prima e dunque anche i contenitori, con bisfenolo, di cui invece non c’è traccia quando si utilizza la pura cellulosa come da normativa italiana”.

La scoperta della migrazione del pericoloso interferente endocrino ha davvero fatto rumore, spingendo anche il ministero della Salute a intervenire con una nota che definisce illegale la presenza dei contenitori nel nostro territorio (tranne correggersi dopo qualche ora) e promettendo controlli.

Illegali, va detto, se fossero prodotti in Italia, ma non in Germania e in Spagna (i paesi da cui provengono i due cartoni che abbiamo trovato pesantemente contaminati da bisfenolo A). Complice una mancanza assoluta di regole comuni europee nel settore, infatti “se un pizzaiolo decide di acquistare cartoni prodotti in altri paesi può farlo e rischia di trovarsi imballaggi fatti anche con carta da macero “. La ragione è abbastanza evidente, non si possono porre ostacoli al mercato interno comunitario. E chi acquista oltre confine (pagando in media un contenitore 1,2 centesimi contro i 2 di quelli italiani) potrebbe farsi sedurre dai prezzi, senza immaginare cosa sta servendo ai clienti. Una precisazione che, in seconda battuta adotta anche il ministero della Salute, correggendo la prima nota e precisando che “in virtù della ‘clausola di mutuo riconoscimento‘, le disposizioni italiane non si applicano alle carte e cartoni legalmente prodotti e/o commercializzati in altri Stati dell’Unione europea”.

Ma possibile che siano legali se superano da 3 a 6 volte i limiti fissati per la cessione di imballaggi in plastica? “Il problema è che quella norma non interessa i contenitori in cartone” .

Il fenomeno, come abbiamo raccontato ieri, non è di certo nuovo. Già 13 anni fa era balzato agli onori della cronaca la contaminazione da ftalati e altre sostanze in cartoni, all’epoca, italiani. Dunque, nonostante una normativa tra le più rigorose in Europa, l’uso di carta riciclata va avanti da anni, anche se le aziende più serie la evitano coscienti dei rischi e per rispetto della normativa italiana.

 

COS’È IL BISFENOLO E PERCHE’ FA PAURA

 BpA è l’acronimo del Bisfenolo A. Un composto di sintesi utilizzato nella produzione di alcune plastiche, diventato protagonista delle cronache dai primi anni duemila, quando se ne è scoperta la capacità di interferente endocrino, in grado cioè di alterare lo sviluppo e l’equilibrio del sistema ormonale incidendo con la fertilità. In parole povere capace di produrre anomalie riproduttive, cancro al seno e alla prostata, diabete e malattie cardiache.
Nel 2011 l’Europa decide di bandirlo dai biberon.
Dalle tettarelle ai contenitori per alimenti (piatti e bicchieri di plastica, recipienti per microonde)  fino ai rivestimenti protettivi per lattine e alla carta termica degli scontrini, il passo è stato breve. E le ricerche internazionali hanno continuato a mostrare contenuti spesso allarmanti di questa sostanza negli oggetti di consumo quotidiano.

 

LABORATORIO PROVE PER LA VERIFICA DELL’IDONEITÀ AL CONTATTO ALIMENTARE

 Il Laboratorio MARINO SRL  offre supporto tecnico alle imprese connesse alla produzione, trasformazione e distribuzione dei materiali e oggetti destinati al contatto alimentare e esegue analisi e prove di migrazione globale e specifica al fine di verificare l’idoneità al contatto alimentare di:

  • Oggetti in acciaio inossidabile – Prova di migrazione globale e specifica del Cromo (Cr) – Nichel (Ni) – Manganese (Mn), verifica della composizione dell’acciaio;
  • Carta e cartone – Verifica della conformità ai requisiti del DM 21-3-73;
  • Oggetti in ceramica – Migrazione specifica di Piombo (Pb) e Cadmio (Cd);
  • Oggetti in alluminio – Verifica della composizione;
  • Plastiche – Prove di migrazione globale e specifica di metalli e composti organici;
  • Gomme – Migrazione di coloranti, metalli, ammine aromatiche;
  • Banda Stagna – Verifica della conformità al D.M. 18/2/1984 e D.M. 405 del 13/07/1995;
  • Banda cromata e verniciata – Verifica D.M 243 del 01/06/1988.

 

MARINO S.R.L. 

Resp. Comm. Grazia Martuccio

Via Nazionale Appia n. 81

81028 Santa Maria a Vico / Caserta

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