LEGIONELLA

LEGIONELLA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS COVID-19

La Legionella è uno tra i patogeni più importanti trasmessi attraverso l’acqua, responsabile di una grave polmonite.

IN QUESTO PERIODO DI FERMO DI MOLTE  STRUTTURE,  IL RISTAGNO DELL’ACQUA E L’USO SALTUARIO DI ALCUNI IMPIANTI, POTREBBERO DETERMINARE UN GRAVE RISCHIO PER LA TRASMISSIONE DELLA LEGIONELLOSI.

La trasmissione della malattia all’uomo avviene attraverso inalazione di aerosol contaminato da Legionella, proveniente soprattutto da docce e rubinetti di impianti idrici, vasche idromassaggio, fontane decorative, ecc. non adeguatamente manutenuti, aventi condizioni di temperatura, presenza di biofilm e calcare, che favoriscono la sopravvivenza e la crescita del batterio.

Per questo l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato il rapporto istruttorio che fornisce raccomandazioni tecniche specifiche relative alla prevenzione, controllo e gestione del rischio Legionella negli impianti idrici alla luce dell’emergenza COVID-19. (RAPPORTO ISS COVID-19 n.21/2020 “Guida per la prevenzione della contaminazione da Legionella negli impianti idrici di strutture turistico recettive e altri edifici ad uso civile e industriale, non utilizzati durante la pandemia COVID-19.”  3 maggio 2020).

Il nostro Laboratorio MARINO SRL è a completa disposizione per le verifiche e le valutazioni di conformità alla luce delle nuove raccomandazioni finalizzate:

all’elaborazione del piano di autocontrollo in accordo alle Linee Guida Nazionali per la prevenzione e il controllo della Legionellosi, approvate dalla Conferenza Stato Regioni pubblicate il 07/05/2015  ed al D. Lgs 81/08.

– all’esecuzione dei campionamenti periodici di acqua erogata dall’impianto idrico sanitario su punti di erogazione ritenuti più critici e rappresentativi dello stesso impianto, nonché di acqua di raffreddamento, di condensa, sedimenti ed incrostazioni, biofilm, depositi, fanghi.

L’analisi microbiologica “Ricerca e Conta Legionella spp e Conta Legionella pnuemophila” eseguita con metodo UNI EN ISO 11731:2017 FILTRAZIONE SU MEMBRANA è Accreditata dall’Ente ACCREDIA.

 

 

MARINO S.R.L. 

Resp. Comm. Grazia Martuccio

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MICROPLASTICHE

MICROPLASTICHE NELL’AMBIENTE - RISCHI PER LA SALUTE

Negli ultimi anni l’inquinamento ambientale e i conseguenti danni che ne possano derivare a livello dei vari ecosistemi (insieme degli organismi viventi e delle sostanze non viventi con le quali i primi stabiliscono uno scambio di materiali ed energia in un’area delimitata come ad es. un lago, un prato) è stato oggetto di numerosi studi in vari Paesi e pressioni vengono esercitate su numerosi Governi per un più sufficiente controllo sul “ciclo vitale” dei prodotti plastici oltre che sulla ricerca di materiali sempre più e meglio biodegradabili (in grado di essere decomposto da microrganismi come batteri e funghi).

Più recentemente si sono moltiplicate le ricerche sulle Microplastiche (MPs) e sui possibili danni sia ambientali, sia sulla salute umana. È una linea di ricerca nuova, da approfondire per arrivare a conclusioni scientificamente solide. Sulla base delle attuali conoscenze alcuni aspetti meritano di essere conosciuti.

 

 

Definizione di Microplastiche

Non esiste ancora una definizione condivisa ma, nella maggior parte degli studi, si fa riferimento a dimensioni inferiori a 5 millimetri e sono classificate come primarie o secondarie.

Le primarie si disperdono nell’ambiente per lo più in maniera diretta perché vengono utilizzate sotto forma di microperline nella preparazione di prodotti per la cura della persona (cosmetici, gel doccia, detergenti per il viso, disinfettanti per le mani, saponi, dentifrici, creme per rasatura, bagno schiuma, creme solari e shampoo) oppure perché, sotto forma di microsfere, vengono usate per la produzione di numerosi manufatti plastici per imballaggio. Le secondarie derivano dalla frammentazione delle macroplastiche disperse nell’ambiente tramite processi foto e termo-ossidativi (in seguito ad esposizione a luce e calore), di abrasione meccanica e di biodegradazione. Una gran parte di queste è costituita da fibre provenienti da lavorazione o lavaggi di tessuti su base industriale o domestica.

 

 

Distribuzione nell’ambiente

Sono ubiquitarie. Negli oceani è stato calcolato vi siano cinque trilioni di pezzi di plastica che tendono a raccogliersi, in base al gioco delle correnti e delle variazioni metereologiche, in enormi estensioni galleggianti che, nel tempo, vengono in buona parte sminuzzate, per azione di agenti fisici atmosferici e meccanici (moto ondoso), fino a raggiungere le dimensioni delle MPs.

 

 

 

 

Plastiche e microplastiche tendono ad accumularsi anche sui fondali dei mari e nelle zone costiere più densamente popolate e/o più vicine ai grandi fiumi che sfociano in mare. Sono inoltre presenti nelle acque di superficie (grandi laghi, fiumi) e nel terreno e non vengono neppure risparmiate località lontane dalle zone più popolate quali l’Artico e l’arco alpino. Infine, la presenza di MPs è stata dimostrata nell’atmosfera sia in ambienti chiusi sia all’aperto dove una buona quantità deriva dall’erosione degli pneumatici dei veicoli a motore sulle superfici asfaltate.

 

 

 

Presenza nell’organismo umano

Le MPs si introducono nel nostro organismo attraverso la via orale (cibi solidi e liquidi) e quella respiratoria.L’intake annuale è stato calcolato essere di oltre 113 mila MPs negli uomini e 94 mila nelle donne. Possono inoltre oltrepassare il filtro placentare come dimostrato dal fatto che sono state identificate sul lato fetale oltre che su quello materno della placenta.

Quali le influenze sul nostro stato di salute?

Non possiamo però ignorare le evidenze che ci provengono dagli studi biologici su animali marini e terrestri che hanno ingerito MPs oltre che da studi su modelli sperimentali, creati in laboratorio, che iniziano a chiarire le modalità con cui le MPs potrebbero determinare danni alla nostra salute.

Alcuni meccanismi meritano una particolare attenzione:

Sono causa di stress ossidativo (alterazioni che si producono nei tessuti, nelle cellule e nelle macromolecole biologiche quando esposte ad un eccesso di agenti ossidanti), sia per la loro estensione, sia per la presenza sulla loro superficie di sostanze ossidative quali i metalli pesanti, che generano flogosi e citotossicità (infiammazione e distruzione di una cellula vivente);

Interferiscono sul sistema immunitario favorendo l’evoluzione verso forme auto-immuni;

Sono neurotossiche tramite azioni dirette sui neuroni o indirette tramite citochine pro-infiammatorie (proteine che contribuiscono al processo di proliferazione di alcune cellule coinvolte nei processi infiammatori e immunitari dell’organismo);

Alterano il microbiota intestinale favorendo la permeabilità della barriera intestinale;

Trasportano microrganismi;

Le microfibre con ampio rapporto superficie/volume assorbono e trasportano nei tessuti organici sostanze chimiche tossiche idrofobiche derivate dall’ambiente circostante quali i POPs (Persitent Organic Pollutants=Inquinanti Organici Persistenti);

In culture cellulari di tumori umani sono in grado di interferire sull’espressione genica (processo attraverso cui l’informazione contenuta in un gene, che è un segmento di DNA, viene convertita in una macromolecola funzionale, tipicamente una proteina);

Tra le sostanze chimiche che rilasciano vi sono anche ftalati e bisfenolo-A che rientrano nella categoria degli interferenti endocrini con possibili alterazioni già a livello fetale.

Concludendo, le attuali conoscenze, anche se iniziali e limitate, non possono che stimolare ulteriori ricerche ben condotte che servano sempre più a comprendere le complesse interazioni tra ambiente e salute umana. L’approfondimento sul ruolo delle microplastiche va comunque inserito nel più globale problema della contaminazione ambientale da plastiche che necessita, come sottolineato da agenzie internazionali quali l’EPA (Environmental Protection Agency = Agenzia per la Protezione Ambientale), un’azione ad ampio raggio che va dalla diminuzione produttiva e riuso al riciclo, alla produzione energetica, al corretto stoccaggio e distruzione.

 

 

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